06.4870125 06.87459039   nazionale@uilrua.it   Contattaci
18 Mar 2017

Documento finale della 2a Conferenza di Organizzazione UIL RUA

UILChianciano Terme, 18 marzo 2017
La 2a Conferenza di Organizzazione UIL RUA svoltasi a Chianciano Terme (SI) nei giorni 16-17- 18marzo 2017 ha discusso approfonditamente i temi affrontati nella relazione introduttiva del Segretario Generale e nella relazione del Segretario Organizzativo, esprimendo una piena condivisione contenuti e delle proposte in esse contenute.
E' stata confermata la convinta adesione della categoria alle scelte della UIL in tema di regionalizzazione, già da tempo attuata dalla UIL RUA. Va in particolare realizzato un modello organizzativo capace di garantire una più intensa presenza delle nostre strutture nei luoghi di lavoro, integrando e raccordando le nostre iniziative con quelle confederali e con i servizi offerti sul territorio.
La discussione ha evidenziato che è necessario non vanificare le potenzialità della legge 218/16 (cosiddetta legge Madia – enti di ricerca). Senza risorse economiche adeguate tale strumento normativo rischia di rimanere di fatto inapplicabile e quindi non produrre l'atteso risultato in termini di stabilizzazioni dei precari e rilancio delle istituzioni.


Il documento sottoscritto il 30 novembre tra la Ministra della Funzione Pubblica e le OO.SS. aveva aperto ad un confronto ben più ampio, in particolare sul rinnovo contrattuale. La situazione resta difficile e soprattutto le risorse economiche annunciate non si ritrovano nella programmazione economica nazionale. Il CCNL va firmato, ma alle condizioni condivise il 30 novembre. In particolare si ribadisce la specificità di funzioni e modelli dei tre settori della Ricerca, dell'Università e dell'AFAM e la impossibilità di addivenire ad un soddisfacente rinnovo ove si fosse costretti ad accelerare i tempi di sottoscrizione. Inoltre il welfare aziendale deve essere considerato aggiuntivo alle risorse contrattuali.
Le modifiche al T.U.P.I. 165/01 e al 150/09, approvati lo scorso 28 febbraio dal Consiglio dei Ministri, devono trovare aggiustamenti ed integrazioni, da proporre durante l'esame del testo nelle commissioni parlamentari. In particolare, va raggiunto l'obiettivo di non impegnare per la premialità "la parte prevalente del salario accessorio comunque denominato". Inoltre bisogna anche chiedere la rimozione dell'iniqua tassa sulla malattia, che decurta il salario solo a chi l'accessorio ce l'ha.
I mutamenti imposti con la configurazione in 4 comparti di contrattazione – peraltro da noi non condivisi – restano una pesante ipoteca alla possibilità di individuare gli Enti Pubblici di Ricerca, le Università, le istituzioni AFAM come settori strategici a cui deve essere garantita specificità e attenzione contrattuale.
La 2a Conferenza di Organizzazione UIL RUA rileva il perdurante attacco al sindacato, che andrà contrastato anche censurando ulteriori riduzioni delle prerogative sindacali e in generale il tentativo palese di allontanare i lavoratori dai propri rappresentanti. In UIL RUA il senso di militanza è evidenziato anche in questa Conferenza, dove molti tra quadri ed invitati sono presenti col proprio tempo: il loro esempio rappresenta compiutamente il forte senso di appartenenza alla nostra organizzazione.
Ciò però non risolve il problema delle decurtazioni in termini di permessi e distacchi: andranno quindi valutate tutte le possibilità per garantire che la Categoria possa continuare la propria attività.
Va ricordato, ancora una volta, che il taglio delle agibilità sindacali deriva dalla riduzione dei comparti, riduzione che non riconosce alla categoria UIL RUA nel nuovo comparto Istruzione e Ricerca i risultati in termini di iscritti e voti RSU. Andrà verificata la possibilità di compensazioni delle decurtazioni e di diverso utilizzo dei distacchi.
Il cambiamento di per sé non è un valore: in nome di vincoli imposti dall'esterno sarebbe profondamente errato ed inaccettabile rinunciare ad individuare nella Ricerca, nell'Innovazione, nell'Università, nell'Alta Formazione e nella Cultura i settori strategici per lo sviluppo economico e sociale del Paese, settori da considerare come un valore aggiunto a prescindere dalla consistenza numerica degli addetti.
In ciò riconosciamo nella scelta di tutta la UIL, compiuta sin dagli anni '80 e '90 e confermata recentemente, l'intento di ribadire identità e specificità dei nostri settori.
La 2a Conferenza di Organizzazione UIL RUA ha ampiamente discusso il tema della Federazione UIL SCUOLA RUA. Il momento organizzativo ha evidenziato la preoccupazione che l'identità, l'autonomia e la libera iniziativa della UIL RUA possano essere soffocati dalla nuova definizione dei 4 comparti del Pubblico Impiego. Al contrario, va rinnovata l'iniziativa anche di tutta la Confederazione sui temi che legano sempre di più Ricerca, Alta Formazione e Innovazione sia alle politiche industriali, sia a quelle del rinnovamento dei servizi pubblici.
La Federazione UIL SCUOLA RUA deve essere declinata con reciprocità tra le due categorie e con chiare garanzie sul processo federativo.
Nella convinzione che il processo federativo deve tradursi in un vantaggio per l'intera UIL, il Consiglio Generale UIL RUA, riunito durante i lavori della Conferenza, delibera di mettere in atto tutti gli adempimenti necessari alle incombenze Federative ai sensi del CCNQ sui comparti.
Sentiti gli interventi del Segretario organizzativo Pierpaolo Bombardieri, del Segretario Confederale del P.I. Antonio Foccillo e del Segretario Generale Carmelo Barbagallo, e preso atto delle deliberazioni del Consiglio Nazionale della UIL RUA del 16 marzo 2017, la 2a Conferenza di Organizzazione della UIL RUA chiede alla Confederazione di formulare uno schema di Federazione che tenga conto dell'esigenza imposta dall'ARAN sui 4 comparti - in materia di titolarità contrattuale e di rappresentatività - con l'autonomia e riconoscibilità delle categorie che hanno dato vita alla Federazione UIL SCUOLA RUA.
La 2a Conferenza di Organizzazione UIL RUA ha approfondito il tema della attuale debolezza della politica ed in particolare della sua incapacità di affrontare i limiti e i problemi sociali causati da globalizzazione e liberismo .
La tavola rotonda "Cultura, Ricerca, Innovazione per ri-costruire l'Europa" ha costituito una occasione per affrontare i grandi temi del Paese e dei nostri settori: da questi confronti possono arrivare contributi e proposte, di ampio respiro e non necessariamente strette da un dibattito politico troppo spesso ristretto a polemiche e scontri.
Tra le analisi e le riflessioni emerse nella tavola rotonda, è importante sottolineare alcuni elementi. In primo luogo, l'Europa deve diventare un soggetto pienamente politico. Questo significa andare ben oltre le mere logiche dei vincoli sul bilancio pubblico e dell'austerity. Significa consentire una nuova partecipazione dei cittadini europei alla costruzione dell'Unione. Significa elaborare politiche capaci di rispondere ai bisogni materiali dei cittadini.
Elevata disoccupazione specie tra i più giovani, sperequazioni di reddito e condizioni di povertà diffusa, negazione di servizi sociali e della sanità: queste sono le questioni che l'Europa deve affrontare, ponendo rimedio innanzi tutto agli errori compiuti.
Senza una nuova capacità di inclusione, senza una sostanziale revisione dell'Unione, è evidente che la crisi del progetto europeo diventerà più grave e non potranno che alimentarsi ulteriormente tendenze centrifughe e nazionalistiche.
Ricerca, innovazione tecnologica, università, alta formazione e cultura: questi temi devono tornare ad essere centrali in Italia. La tavola rotonda ha evidenziato che in questi ambiti si siano fatti passi indietro e che gli stessi Paesi europei abbiano fatto di più e meglio dell'Italia, anche in questa lunga fase di recessione. Bisogna tornare ad investire risorse adeguate nei progetti e nelle attività. Bisogna dare risposte certe ed immediate di stabilizzazione al precariato storico negli EPR, nelle Università, nell'AFAM e nelle Aziende Ospedaliere Universitarie. Bisogna creare vere opportunità per i giovani avviando una fase di reclutamento straordinario nei nostri settori.
L'assenza di politiche adeguate e il limitato numero di addetti negli EPR, nelle Università e nell'AFAM porta ad una perdita secca di opportunità di sviluppo economico e sociale.
A ciò si aggiunge che l'Italia continua a finanziare la ricerca degli altri Paesi, per l'incapacità di dare un futuro ai nostri ricercatori e di utilizzare le stesse risorse europee. Non si può pensare che le politiche su ricerca ed innovazione possano risolversi con gli incentivi ad una ricerca che non c'è, ovvero in favore di imprese di dimensioni troppo piccole. Serve una politica e un progetto coerente, di medio e lungo periodo, forte di investimenti adeguati e capace di mettere in connessione le istituzioni pubbliche con il mondo imprenditoriale.
La 2a Conferenza di Organizzazione UIL RUA intende sottolineare come sia necessario superare arretratezze sociali e culturali e in tema di genere. Ribaltando radicalmente l'approccio, va affermato con forza che la battaglia per la parità e la lotta al femminicidio deve essere un impegno assunto prima di tutto dagli dagli uomini, senza ulteriori ritardi. Non è più possibile tollerare che le donne siano lasciate da sole nell'affermare la propria identità e nel contrastare le ingiustizie di un sistema sociale che resta ancora largamente patriarcale. Abbiamo invece bisogno di un rinnovamento culturale che affermi con forza che le questioni di genere e il femminicidio costituiscono un problema degli uomini. Gli uomini della UIL RUA si ritengono impegnati sindacalmente e personalmente al fianco delle donne a combattere ogni forma di discriminazione e violenza, assumendo le differenze di genere, la parità dei diritti e delle opportunità, l'autonomia e la libertà delle donne quali valori da difendere e promuovere.
La Conferenza ha chiuso con una raccomandazione: che sia aperta una discussione e un confronto sul testamento biologico come atto di civiltà.

stampa

Torna in alto
Top of Page