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22 Apr 2015

CNR: 21 aprile: Natale della Ricerca

CNR SEDE

GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA INIZIATIVA DELLA UILRUA!

La manifestazione-assemblea svoltasi il 21 Aprile presso la Sala Marconi del CNR è stata un grande successo per il nostro sindacato e, crediamo, di grande significato per tutto il settore della Ricerca pubblica.

Essa corona l'impegno di un lungo periodo di preparazione e di mobilitazione ma prepara anche una ulteriore ed immediata fase di pressione della UIL-RUA sulle istituzioni che inizierà con la consegna ai massimi vertici del Governo dell'appello del nostro sindacato sottoscritto da circa 3.000 (TREMILA) dipendenti (ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi e precari) del CNR e di tutti gli altri Enti Pubblici di Ricerca.
In questa giornata di proposta e di lotta abbiamo sentito stretti al nostro sindacato: i lavoratori degli Enti (che hanno sottoscritto l'appello e che hanno partecipato direttamente o in collegamento streaming); i nostri più importanti quadri dirigenti della UIL-RUA (che hanno portato la importante testimonianza dei singoli Enti); alcuni autorevoli parlamentari, in particolare della VII Commissione Istruzione, Scienza e Cultura di Senato e Camera (che ci hanno finalmente ascoltato e che hanno testimoniato la loro condivisione ed il loro impegno); i vertici degli Enti (dai quali abbiamo udito parole di grande apprezzamento e soprattutto proposte concrete per superare il grave momento di difficoltà); i rappresentanti confederali (che ci hanno addirittura superato nelle critiche al Governo e nella denuncia dei ritardi della contrattazione); i mass –media (alcuni dei quali ci hanno dato finalmente uno spazio significativo di comunicazione).

Informiamo intanto i lavoratori che su YOU TUBE al link https://www.youtube.com/watch?v=a-CK8unyGD0 sarà possibile rivisitare tutto lo svolgimento della manifestazione, e al link
https://mega.co.nz/#!uE92WZKa!V9lQlBfhYctxYR4kobPwe-P_Ay2eescw9I3n0IS3SIU
sarà possibile rivedere il servizio trasmesso dal TG3 Lazio sempre sulla manifestazione, presieduta da Alberto Civica, aperta dalla relazione di Americo Maresci e conclusa dal Segretario Confederale UIL Antonio Foccillo.
Il testo della relazione introduttiva di Americo Maresci è allegato al presente comunicato.
Contributi importanti al dibattito seguito alla relazione di Maresci sono venuti dai responsabili UIL RUA degli altri Enti: Marcello Iacovelli dell'ENEA, Valentina Campo dell'ISPRA, Massimiliano Clemente dell'ISTAT e Amalia Di Giannuario dell'ISS.
Molto significativa è stata la presenza di rappresentati del Parlamento: l'On.le Irene Manzi membro della VII Commissione Istruzione, Scienza e Cultura della Camera dei Deputati, il Senatore Fabrizio Bocchino V. Presidente della omologa Commissione del Senato, che ha gran parte del merito del varo, pochi mesi or sono, della importante risoluzione sui problemi degli Enti di Ricerca e del precariato, la dott.ssa Sabrina Smingarelli, responsabile della Segreteria della Senatrice Silvana Amati.
Crediamo importante dare conto, di seguito, del contenuto di alcuni tra i principali interventi della giornata, che comunque potranno essere direttamente e interamente rivisti all'indirizzo YOUTUBE.
Dott. PAOLO ANNUNZIATO (Direttore Generale CNR)
Il direttore generale ha portato il suo saluto ed il suo augurio all'assemblea sostenendo che essa pone al centro del dibattito temi prioritari e decisivi non solo delle relazioni sindacali nel settore ma per lo sviluppo del ruolo della Ricerca Pubblica.
L'Innovazione è la vera risorsa attraverso la quale il nostro Paese, nel suo tessuto produttivo e dei servizi, può recuperare competitività a livello internazionale e colmare il divario che ancora lo divide dai Paesi tecnologicamente più avanzati. Lo sviluppo della ricerca pubblica è il presupposto fondamentale perché ciò avvenga ed il ruolo del CNR è in questa direzione fondamentale. Purtroppo le scelte dei Governi e le manovre finanziarie con i loro tagli lineari (ultimo quello della recente legge di stabilità che sottrae circa altri 50 milioni ai soli EPR a vigilanza MIUR) non contribuiscono certo a facilitare questo compito.
Prof. Giovanni Fabrizio BIGNAMI (Presidente INAF)
Il prof. Bignami ha portato un breve quanto significativo saluto e l'espressione della solidarietà dell'INAF ai contenuti della manifestazione. Egli ha, pur con toni pacati, sollecitato una maggiore partecipazione degli EPR alla stesura del Programma Nazionale della Ricerca e chiesto una maggiore considerazione per il personale degli Enti.
Sul precariato il Presidente dell'INAF ha messo in evidenza la singolarità tutta italiana di una Università nella quale la didattica è retta dal "volontariato" infatti il numero dei professori a contratto supera quello dei docenti di 1a e 2a fascia mentre determinante è il contributo dei ricercatori universitari.

Senatore Fabrizio BOCCHINO (VII COMMISSIONE SENATO)
Il senatore Bocchino in un appassionato intervento ha dato testimonianza della sua piena condivisione dell'analisi e delle proposte della UIL-RUA. Egli ha ricordato che la risoluzione adottata pochi mesi or sono all'unanimità dal Senato della Repubblica, a valle della ponderosa indagine conoscitiva sulla situazione degli EPR in particolare all'indomani della "riforma" Gelmini, aveva già posto all'attenzione del Governo le principali problematiche, a cominciare dalla necessità di interventi che salvaguardino e valorizzino la "specificità" del settore della ricerca pubblica. Purtroppo ancora senza risultato.
Egli ha sottolineato che centrale e prioritario in questa strategia è l'avvio di un Piano straordinario di stabilizzazione del precariato e di nuove assunzioni degli Enti. In questo senso i suggerimenti e le proposte concrete della UIL-RUA costituiscono un motivo di grande interesse che non può essere trascurato e che anzi costituiranno un importante punto di riferimento per l'attività legislativa.
Purtroppo l'iniziativa del Governo appare tuttora largamente insufficiente. In particolare il Piano Nazionale della Ricerca, anche nella sua recente formulazione, non riconosce la centralità del ruolo degli EPR né da certezza di risorse aggiuntive. Oggi sul tappeto c'è invece il DEF: in esso appaiono ancora tagli al sistema della conoscenza ed è inconcepibile che il Programma Nazionale della Ricerca, vuoto ed autoreferenziale, segua, e non preceda come dovrebbe, l'emanazione del Documento di Economia e Finanza.
ALBERTO CIVICA (Segretario Generale UIL ROMA E LAZIO)
Alberto, non senza una visibile commozione, ha innanzitutto annunciato ai partecipanti il suo nuovo incarico di Segretario Generale della UIL di Roma e del Lazio ma ha nel contempo detto con molta chiarezza che "non termina qui il suo impegno di sindacalista della Ricerca".Egli ha innanzitutto tracciato un quadro generale di grave preoccupazione per una situazione complessiva che vede i Governi, ed in particolare il Governo Renzi, cercare di mettere nell'angolo l'iniziativa e la proposta complessiva del sindacato. Sono evidenti e preoccupanti i rischi per la tutela delle libertà sindacali e dello stato sociale per la parte più debole della popolazione e la tendenza a comprimere e deprimere i settori, come quello della Ricerca, da cui dipende il futuro del Paese.
E' assurdo ed inaccettabile per la UIL il tentativo in atto di adeguare il nostro dettato costituzionale alle esigenze di una nuova legge elettorale (peraltro non democratica) e non viceversa.
I risultati e le ricadute della attività di ricerca non possono essere immediate. È per questo che il nostro settore ha bisogno di una seria programmazione pluriennale delle risorse finanziarie ed in particolare di un turn-over, liberato dai lacciuoli attuali e che dia certezza della immissione periodica e stabile di nuovo personale nel sistema. Il nuovo piano straordinario di stabilizzazione del precariato e di nuove assunzioni per tutti gli EPR proposto dalla UIL-RUA è prioritario in questa direzione.

Purtroppo resta gravemente carente la proposta del Governo e la UIL-RUA mai accetterà lo scambio assurdamente proposto (e che peraltro egli giudica nei fatti impraticabile) tra riconoscimento della "specificità" dei settori dell'Università e della Ricerca" ed una loro sostanziale privatizzazione (addirittura con l'applicazione delle regole del cosiddetto "jobs act" e del "contratto a tutele crescenti" per i nostri settori).
Civica ha inoltre ricordato l'importanza delle risorse europee, le uniche a creare spazi di crescita e di investimento per la ricerca. L'Italia fornisce un contributo del 13,4% a queste risorse della programmazione UE e ne riassorbe il 9% ma con il 7% dei ricercatori. Pertanto i nostri ricercatori sono tra i più produttivi al mondo ma il loro esiguo numero non consente di riassorbire pienamente l'apporto italiano al budget UE. Occorre intervenire, nella direzione del potenziamento delle risorse umane, ricercatori, tecnologi e tecnici – amministrativi.
ANTONIO FOCCILLO (Segretario Confederale UIL Pubblico Impiego)
Foccillo, concludendo i lavori della giornata, ha esordito affermando che non è intenzione dei vertici confederali "moderare" la "voce forte" e la "spinta alla mobilitazione del settore che viene da tempo dalla UIL-RUA e che si riconferma ancor più con la iniziativa del "Natale della Ricerca".Dunque il sostegno della UIL alla battaglia dei settori della conoscenza e di tutti i settori della pubblica amministrazione sarà ancora più forte di prima.
Il Presidente del Consiglio non intende confrontarsi con il sindacato, non concede spazi e tavoli di confronto a chi rappresenta tuttora uno strumento essenziale di democrazia e di rappresentanza. Egli spinge nella direzione di una inaccettabile concentrazione dei poteri che potrebbe evocare addirittura nefaste esperienze del passato: ebbene la risposta del sindacato confederale non può che essere quella di una vera e propria "nuova resistenza" nella quale la tradizione laica e riformista della UIL mette sul tappeto la sua visione della solidarietà, della inclusione e della equità sociale, della difesa dei diritti del mondo del lavoro, a cominciare dal diritto allo sciopero, anche nei settori pubblici.
Nel settore pubblico la situazione è ancor più preoccupante. Lo testimonia il contenuto del DEF che ipotizza addirittura al 2021 la proroga dell'attuale blocco contrattuale, ed in questo senso, non sono sufficienti le dichiarazioni di alcuni collaboratori della Presidenza del Consiglio su un 2016 di ripresa della contrattazione pubblica: con quali risorse? Con quali regole?
A quest'ultimo riguardo il Segretario Confederale ha espresso tutta la sua condivisione dei contenuti e delle proposte della relazione di Americo Maresci, a cominciare dalle necessarie correzioni profonde della "riforma Brunetta". Ancora però nel confronto con il Ministro della Funzione Pubblica non si individuano gli spazi per una simile operazione né, tanto meno, quelli per una vera riforma della organizzazione della P.A. che consenta quella vera razionalizzazione e quel contenimento di sprechi e di costi di cui vi è bisogno.
L'unico vero obiettivo e strumento, posto sul tappeto dalla Funzione Pubblica, risulta l'intervento sulla mobilità e le "tabelle di equiparazione"; proposte che non sono accettabili e colpiscono gravemente i diritti dei lavoratori della ricerca, rischiando di compromettere con i livelli di inquadramento le conquiste del CCNL della Ricerca ed il futuro potere di acquisto di lavoratori eventualmente in mobilità.
Foccillo ha anche sottolineato l'importanza della recente mobilitazione dei lavoratori della Scuola.

Prof. LUIGI NICOLAIS (Presidente del CNR)
Il Presidente del CNR, impegnato fino all'ultimo minuto della mattinata in incombenze legate al suo incarico, non ha voluto far mancare il suo saluto alla manifestazione.
Nel suo breve ma appassionato intervento, molto applaudito, il Presidente ha ricordato come al Paese si imponga (ed anzi sia in grave ritardo) un processo di riconversione e di reindustrializzazione basato essenzialmente sulle risorse umane qualificate, su quelle della conoscenza e dell'alta formazione. Il contributo che viene, in questo senso dal mondo della ricerca, è un contributo determinante.
Il CNR per suo conto ha operato e sta operando il massimo degli sforzi soprattutto cercando di potenziare i rapporti e la presenza internazionale, sviluppando ogni giorno nuovi accordi con i territori e con le Regioni dai quali nascono nuove opportunità di risorse, nuovi strumenti per rinnovare e potenziare infrastrutture e strumentazione dei laboratori e delle strutture di ricerca.
Ma la politica ed i Governi debbono fare di più. In questo senso i vertici del CNR hanno indicato ed indicano le priorità: in particolare quella di un intervento legislativo e normativo teso ad una forte semplificazione delle rigide regole, delle procedure e degli innumerevoli controlli a cui è sottoposta oggi l'attività degli EPR. Un sistema che imbriglia anziché garantire ed agevolare, un sistema che non valorizza la autonomia scientifica ed organizzativa del CNR e degli altri EPR.
Il Presidente, esprimendo la sua vicinanza alla battaglia della UIL-RUA e del sindacato, ha inteso ricordare il suo impegno per il rinnovo fino al 31.12.2018 degli attuali rapporti a tempo determinato ed ha, infine, sottolineato la esigenza che il sistema di Governo renda possibile , con regole certe e praticabili quel piano straordinario di assunzioni in ruolo di nuove risorse umane che costituiscono già oggi una risorsa essenziale ed insostituibile per l'Ente.

La Segreteria Nazionale UIL-RUA

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