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Le valutazioni della UIL-RUA sul “dopo - Fioramonti” e sullo sdoppiamento del MIUR

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Auspicabili benefici effetti sulla crescita economica, sociale ed ambientale da un nuovo impulso alle istituzioni scientifiche pubbliche, alla valorizzazione del ruolo dei ricercatori universitari ed extra-universitari, al potenziamento occupazionale di Atenei, EPR e strutture AFAM.

SI RITORNA ALL'ORIGINARIO PROGETTO DI ANTONIO RUBERTI

Un doppio merito va ascritto all' ex ministro Lorenzo Fioramonti: il coraggio di una denuncia forte sulla insufficienza delle risorse riservate dalla manovra 2020 alle materie di sua competenza e di una rinuncia da tempo annunciata e poi coerentemente operata; l' aver favorito, seppur indirettamente, la scelta da parte del Presidente del Consiglio e del Governo i quali con la "separazione" del MIUR mirano a conferire ai due nuovi dicasteri, di imminente costituzione, maggiore incisività ed impulso ai rispettivi settori di intervento.

Cogliamo l'occasione per riconfermare al prof. Lorenzo Fioramonti il nostro apprezzamento e la nostra stima; egli ha ben operato nel suo mandato di Sottosegretario e di Ministro e a noi dispiace che abbia scelto di lasciare.

Nel contempo, come UIL e come UIL-RUA, non possiamo non salutare con soddisfazione il ritorno all'originario progetto di rubertiana (e spadoliniana) memoria. Ovvero a quella configurazione istituzionale che attraverso il MURST (Ministero dell' Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica di cui alla L. n. 168/89) aveva dato luogo alla "governance" che ha indirizzato per quasi un trentennio il sistema di Ricerca e Sviluppo del nostro Paese.

Visto il gap accumulato dall' Italia in tutti questi anni, si potrebbe obiettare che i risultati di quell' assetto non sono stati soddisfacenti. Tutto vero. Si finirebbe, però, per dimenticare sia l'indebolimento progressivo operato nel tempo a quello "schema" dalle "controriforme" del primo decennio degli anni 2000 sia l'eccesso di carico "gestionale" che ha sicuramente nuociuto, oltre che all'autonomia degli Atenei e degli Enti Pubblici di Ricerca, alla stessa azione di "indirizzo" e "regolazione" per la quale era stata concepita la funzione del MURST.

Oggi, pur nella conferma della continuità naturale di tutta la filiera della "conoscenza" (dall' istruzione fino al trasferimento al sistema produttivo dei risultati della ricerca e dell' innovazione) si torna a sottolineare, ad avviso della UIL molto opportunamente, l'esigenza di una maggiore attenzione dei governi e di tutta l'azione pubblica verso il collegamento sempre più stretto tra progresso scientifico e tecnologico e sviluppo economico, sociale ed ambientale del Paese.

A ben riflettere anche 2 concrete e recenti novità imponevano l' adeguamento della "governance" del sistema scientifico e tecnologico per maggiore incisività ed agibilità a) la proposta dello stesso prof. Fioramonti del "Patto per la Ricerca" come momento di realizzazione delle sinergie indispensabili per orientare e trasferire al nuovo sviluppo industriale, dei servizi ed alla sostenibilità ambientale, i risultati della attività di Ricerca e Innovazione; b) la diversa e più articolata formulazione - rispetto all' originaria ed "ibrida" proposizione sulla quale come UIL avevamo espresso da subito le nostre riserve - all'interno della Legge di Bilancio 2020 della nuova Agenzia Nazionale della Ricerca (ANR). Strumento, quest'ultimo, fortemente difeso dallo stesso Presidente del Consiglio Conte nella conferenza stampa a Villa Madama in cui lo stesso Conte ha annunciato la decisione del Governo di operare la separazione tra "Scuola" e "Ricerca".

Piuttosto a preoccupare dovrebbero essere le reazioni negative e/o di scetticismo con le quali in molti ambienti politici si è commentato lo sdoppiamento del MIUR. Da un lato il ridicolo tentativo di denuncia "di manovre di potere e della creazione di poltronifici"; dall'altro obiezioni e dubbi fondamentalmente "strumentali" e comunque immemori del fatto che nei Governi di Romano Prodi tale separazione era stata riproposta, anche in ragione del fatto che i nuovi orientamenti della programmazione UE imponevano la maggiore sinergia di azione tra il MURST (guidato da Fabio Mussi) il Ministero dello Sviluppo Economico (allora guidato da Pierluigi Bersani) e tutti gli altri dicasteri.

Certo, anche per noi, il tema delle risorse è irrisolto. Così come tutta la "partita" contrattuale è ancora da svolgersi. Molti dubbi si legano, altresì, alla tenuta politica dello stesso Governo e dunque alla possibilità di dare continuità ad una scelta che - come giustamente ha fatto rilevare il Rettore della Università Federico II prof. Gaetano Manfredi, nella sua recente intervista ad un noto quotidiano della Capitale, all'indomani della sua designazione al nuovo prestigioso incarico - potrà dispiegare i suoi effetti benefici solo attraverso una nuova capacità di programmazione pluriennale di più consistenti risorse per Ricerca e Sviluppo (così come hanno fatto paesi nostri competitors, anche in cicli economici sfavorevoli come è stato quello del 2008- 2016).

Sarebbe riduttivo, infine, giudicare la portata dei nuovi assetti ministeriali dalla sola ottica dei pur auspicabili effetti sul piano delle relazioni sindacali e contrattuali.

In questa direzione come UIL-RUA giudichiamo essenziale che il Governo sappia cogliere l'occasione per tornare a dare nella legislazione, così come nella dimensione contrattuale, specificità e nuova centralità alla condizione occupazionale, retributiva e di sviluppo professionale dei ricercatori pubblici universitari ed extra-universitari e con essa a quella di tutto il personale degli EPR, degli Atenei, dei docenti e del personale tecnico-amministrativo delle strutture dell' AFAM.

A cominciare dal completamento dei processi di stabilizzazione del personale ancora precario e dal superamento degli ostacoli e delle resistenze che ancora si frappongono nei tavoli deputati alla riconfigurazione dei rispettivi ordinamenti professionali e classificatori.

In gioco ci sono le prospettive occupazionali di migliaia e migliaia delle nostre migliori energie intellettuali create dalla Scuola e dall' Alta Formazione universitaria ma anche la necessità di respingere chiusure corporative, sempre latenti, così come quella di diminuire il gap che separa la condizione ed il trattamento del nostro personale scientifico da quelli dei Paesi europei nostri concorrenti.

Al Magnifico Rettore, prof. Gaetano Manfredi vanno i migliori auguri di buon lavoro della UIL e della UIL-RUA per un prestigioso e fondamentale incarico che Egli saprà sicuramente svolgere con la nota grande competenza e favorendo la partecipazione della comunità scientifica e delle rappresentanze sociali.

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