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23 Gen 2014

Altri accorpamenti negli enti di ricerca vigilati dal MIPAAF: la UIL dice NO

ministero agricolturaIn questi giorni sta circolando un testo, in bozza, relativo al collegato agricolo alla legge di stabilità.
In esso al Titolo II, "Disposizioni per la razionalizzazione e per il contenimento della spesa pubblica", all'art. 8. ("Delega al Governo per il riordino, la soppressione e la riduzione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e per il riordino dell'assistenza tecnica agli allevatori"), codesto Ministero sembra aver già fatto ogni scelta relativa agli enti vigilati ed in particolare, con riferimento alle istituzioni di ricerca, sembra aver già deciso l'accorpamento degli ultimi due istituti superstiti, ovvero del CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) e dell'INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria), con soppressione di quest'ultimo e contestuale trasferimento di funzioni, risorse umane, strumentali e finanziarie al CRA.

In particolare, al comma 2 si legge che "il Governo è tenuto ad osservare i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) definizione della struttura degli enti e degli organi direttivi e di controllo, delle rispettive competenze e delle procedure di funzionamento, nonché di criteri di nomina che garantiscano la comprovata qualificazione scientifica e professionale dei componenti degli organi stessi nei settori in cui opera l'ente".
Al riguardo si evidenzia che un ente di ricerca ha per natura statutaria autonomie proprie (tra le quali quella organizzativa) che - ove irrigidite per legge - possono creare inefficienze di non poco conto; a nostro avviso è altresì improbabile che il legislatore sia in grado di proporre modelli più efficaci di quelli individuati dalla stessa istituzione, unica in grado di razionalizzare le risorse disponibili in relazione alla mission.

In merito invece alla qualificazione degli organi, accogliendo con plauso l'indicazione, ricordiamo però che essa è stata spesso contraddetta dallo stesso vigilante, allorquando sono stati prima individuati e poi nominati Presidenti senza i necessari requisiti! Si ricorda altresì che il riferimento alla specifica e comprovata competenza è già presente negli statuti degli enti di ricerca vigilati dal MIPAAF; diventa quindi poco comprensibile la ragione dell'attuale sottolineatura.
Altro problema a garanzia della efficacia dell'operato degli enti di ricerca è la gestione: ove essa sia "carente" – per ragioni tra le più varie – l'istituzione annaspa; possiamo anche qui fare numerosi esempi di criticità vecchie ed attuali, originate anch'esse da nomine di dirigenti sostenute e sollecitate dal vigilante, tutte più volte segnalate da chi scrive per lettera, verbalmente e nel corso degli incontri tenutisi al MIPAAF.

A tal proposito la UIL RUA ricorda che nell'ultimo incontro, tenutosi a dicembre presso il Ministero, il vicecapo di gabinetto, Dr. Papa, e la D.ssa Bucca, capo della segreteria del Sottosegretario con delega alla ricerca (Dr. Castiglione), si erano impegnati ad incontrare nuovamente e preventivamente i sindacati in merito al riordino degli enti, per poter meglio riferire al dott. Cottarelli, delegato dal Governo alla spending review.
La bozza in circolazione sembra indicare un intento diverso da parte del vigilante: si è deciso quindi di procedere altrimenti? Non interessa più il parere di chi conosce la situazione organizzativa del personale?

Profonda preoccupazione origina dal testo, che segue altre normative da cui sono derivati nell'ultimo quadriennio accorpamenti di vari enti di ricerca vigilati MIPAAF (ENSE e INCA in INRAN nel 2010, INRAN in CRA nel 2012), accorpamenti che hanno già dimostrato quanto poco risparmio si possa fare quando si chiede di "trasformare", nel senso sopra indicato, la rete dei centri di ricerca.
Hanno altresì dimostrato che ogni accorpamento mette in ginocchio le istituzioni, costringendole a concentrare ogni energia per assorbire le nuove realtà ed evidenziando che le attività e la competitività nel settore ne risentono profondamente.

All'inizio di un nuovo settennato di finanziamenti europei di progetti in ambito ricerca, un nuovo processo di riorganizzazione che veda il CRA nuovamente coinvolto in processi di accorpamento – peraltro nel caso dell'INEA nuovamente con una istituzione portata allo stremo da una gestione scellerata - preoccupa profondamente gli addetti ed i lavoratori tutti.

A margine si rileva che per il CRA il nuovo testo ipotizza la riduzione e accorpamento degli istituti (non meglio specificati) con conseguente "previsione di un numero limitato di Centri, comunque di livello almeno interregionale, su cui concentrare le risorse della ricerca e l'attivazione di convenzioni e collaborazioni strutturali con altre Pubbliche amministrazioni, Regioni e privati".
A nostro avviso per meglio utilizzare le risorse economiche "concentrandole a fini di ricerca" non c'è bisogno di procedere a nuovi stravolgimenti organizzativi e logistici: il CRA ha sedi presenti su tutto il territorio nazionale e può rispondere ad esigenze del vigilante tanto meglio quanto più sia messo in grado di operare senza fronteggiare continue emergenze.

Riguardo all'INEA invece continuiamo a sostenere che l'accorpamento sembra ancora una volta (come già avvenuto con l'INRAN) un tentativo di lavarsi le mani dei problemi accumulati nel tempo, problemi in cui l'ente versa per motivi in parte già richiamati, per accollarli ad altri soggetti.
Inoltre, non sempre un ente di grandi dimensioni è "meno costoso" di uno più piccolo, soprattutto se, come nel caso dell'INEA, si tratta di un istituto di ricerca che studia e analizza fenomeni politico - economici che richiedono operatività immediata e agilità di struttura; il problema è la corretta gestione.

Infine ci permettiamo di evidenziare che nel suddetto Titolo II non tutti gli enti vigilati dal MIPAAF vengono presi in considerazione, e non a tutti è riservato il medesimo trattamento.

Tutto ciò premesso si chiede di convocare le organizzazioni sindacali per un confronto inerente la riorganizzazione degli enti di ricerca vigilati.

UIL RUA - Sonia Ostrica

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