Università di Viterbo: Sul recupero dell'art. 41 fumata grigia

Il 26 settembre si è tenuto il primo incontro di trattativa finalizzato ad applicare la sentenza che impone all'Ateneo l'introduzione dell'art. 41 già dal 2008.

Come prevedibile la discussione non è arrivata al punto di prefigurare una soluzione, ad avviso della UIL anche in conseguenza di una impostazione rigida, ovvero condizionata da presupposti che ipotizzano come possibili alcune conseguenze a nostro avviso non perseguibili affatto.

Come noto, la UIL ha proposto un ricorso avverso la mancata attivazione nell'anno 2008 dell'art 41, ovvero di una indennità fissa mensile non decurtabile se non in caso di sciopero, da istituire a valere sulle risorse utilizzate per remunerare indennità con carattere di generalità (presenze giornaliere e rientri pomeridiani).

L'Ateneo ha sostenuto nel corso dell'incontro di aver effettuato negli anni successivi le progressioni orizzontali a valere sulle risorse "risparmiate" da tali indennità: ma tale affermazione non trova riscontro in nessun accordo sottoscritto neanche negli anni successivi.

Quindi, le progressioni sono avvenute per scelta condivisa, ma a nostro avviso con finanziamenti legittimamente reperiti all'interno del bilancio – e non a valere sulle risorse accessorie, o almeno questo è quanto a nostro avviso si evince dagli accordi, a tutt'oggi unico riferimento al riguardo oltre il CCNL.

Abbiamo richiesto i dati necessari consuntivi necessari per fare una corretta analisi dell'utilizzo delle risorse negli anni dal 2008 al 2010; l'ateneo si è impegnato a fornirli quanto prima.

Solo successivamente sarà a nostro avviso possibile iniziare a valutare proposte dell'amministrazione che vadano nel senso di applicare correttamente la sentenza con cui il giudice ha dato ragione alla UIL.

Una cosa è però certa: dai primi conti "a braccio" - che certamente vanno verificati alla luce dei dati in arrivo – l'art. 41 doveva originariamente ammontare a circa 275 euro mensili medi per tutti i destinatari, cui una interpretazione rigida dovrebbe aggiungere quanto successivamente destinato mensilmente alla stessa voce dagli accordi del 2009 e del 2010 (40 euro e 110 euro).

Ovviamente intendiamo trovare una soluzione che soddisfi la sentenza e le nostre rivendicazioni, riconosciute legittime dal giudice; ma ciononostante non intendiamo "infierire" sull'ateneo, né tantomeno avvalorare tesi che vadano a danno degli interessi dei lavoratori che, ove lesi, tuteleremmo in tutte le sedi anche esterne e giudiziali.

Stiamo cercando di gestire, per quanto in nostro potere, la vicenda in maniera equilibrata e trasparente; per questo non comprendiamo le voci allarmistiche secondo le quali la UIL vorrebbe l'annullamento del LED già espletato: come detto, a nostro avviso le procedure sono state corrette e legittime.

Restiamo in attesa dei dati da analizzare prima del prossimo incontro, fissato salvo imprevisti per il prossimo 13 ottobre. Vi terremo informati.

UIL RUA
Sonia Ostrica

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